La visita medica lavorativa non è un obbligo che riguarda indistintamente tutti i dipendenti. La sua necessità dipende dalla presenza di specifici rischi professionali che, sulla base della normativa vigente e della valutazione dei rischi, rendono necessaria la sorveglianza sanitaria. In questi casi il datore di lavoro deve affidarsi al medico competente, che programma gli accertamenti sanitari previsti, valuta l'idoneità alla mansione specifica e collabora alla gestione della salute e sicurezza in azienda.
Nel 2026 il tema è diventato ancora più rilevante alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto-Legge 159/2025, che ha inciso anche sulla gestione della sorveglianza sanitaria. Vediamo quindi quando sono obbligatorie le visite mediche sul lavoro e quali sono le principali novità per le aziende.
La visita medica lavorativa è obbligatoria quando la mansione svolta espone il lavoratore a rischi per i quali la normativa prevede l'attivazione della sorveglianza sanitaria. Non è quindi sufficiente essere dipendenti di un'azienda per essere automaticamente sottoposti a visita: l'obbligo deve essere collegato ai rischi professionali individuati attraverso la valutazione dei rischi.
Come anticipato, la sorveglianza sanitaria viene effettuata dal medico competente e può prevedere diverse tipologie di visita, in funzione della situazione del lavoratore e delle caratteristiche dell'attività svolta. Tra le principali rientrano:
L'obbligo può riguardare, ad esempio, lavoratori esposti a determinati agenti chimici, fisici o biologici, a movimentazione manuale dei carichi, a rischi per l'apparato muscolo-scheletrico o ad altri fattori di rischio per i quali è prevista la sorveglianza sanitaria.
Per questo motivo, stabilire se un dipendente debba effettuare una visita medica non significa applicare una regola uguale per tutti, ma partire dalla valutazione dei rischi aziendale e dalle caratteristiche della mansione.
La gestione della visita medica aziendale coinvolge principalmente il datore di lavoro e il medico competente, che hanno però compiti differenti.
Quando la sorveglianza sanitaria è obbligatoria, il datore di lavoro deve nominare il medico competente e assicurarsi che i lavoratori interessati effettuino gli accertamenti previsti nei tempi stabiliti. È quindi responsabilità dell'azienda organizzare correttamente le visite e mantenere sotto controllo le relative scadenze.
Il medico competente, invece, svolge un ruolo sanitario e preventivo: sulla base dei rischi presenti in azienda definisce il protocollo di sorveglianza sanitaria, effettua le visite e gli accertamenti necessari e formula il giudizio di idoneità alla mansione specifica.
Le visite e gli accertamenti previsti dalla sorveglianza sanitaria sono a carico del datore di lavoro. Il dipendente non deve quindi sostenere personalmente il costo degli accertamenti obbligatori.
Il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito con modificazioni dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198, ha introdotto alcune modifiche alla disciplina della sorveglianza sanitaria.
Una delle novità riguarda il tempo dedicato agli accertamenti sanitari. Le visite previste nell'ambito della sorveglianza sanitaria devono essere effettuate durante l'orario di lavoro, fatta eccezione per le visite preassuntive. L'azienda deve quindi organizzare la gestione degli appuntamenti tenendo conto anche del tempo necessario al lavoratore per sottoporsi agli accertamenti.
Un'altra modifica riguarda alcune attività caratterizzate da un elevato rischio di infortunio. In presenza di un ragionevole motivo per ritenere che il lavoratore sia sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti o psicotrope, la normativa prevede la possibilità di effettuare una visita medica prima o durante il turno di lavoro, secondo le condizioni e le modalità stabilite dalla disciplina applicabile.
Le novità del 2026 rendono quindi ancora più importante un coordinamento efficace tra datore di lavoro, medico competente, valutazione dei rischi e organizzazione delle attività.
La visita medica per il lavoro non dovrebbe essere considerata soltanto un adempimento da rispettare entro una determinata scadenza. All'interno del sistema di prevenzione aziendale, la sorveglianza sanitaria ha infatti lo scopo di tutelare la salute dei lavoratori in relazione ai rischi presenti nello svolgimento delle loro mansioni. Una gestione corretta permette di mantenere collegati diversi aspetti della sicurezza: la valutazione dei rischi, l'organizzazione del lavoro, le mansioni assegnate e il monitoraggio dell'idoneità dei lavoratori.
Per l'azienda significa, quindi, non limitarsi a ricordare quando effettuare la prossima visita, ma verificare che l'intero sistema sia coerente con l'attività svolta. In particolare, è importante:
Per le imprese che hanno dubbi sugli obblighi applicabili o sulla corretta gestione della sorveglianza sanitaria, affidarsi a un supporto qualificato può aiutare a individuare eventuali criticità e a organizzare gli adempimenti in modo più efficace.
Consy affianca le aziende nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, offrendo supporto nell'individuazione degli obblighi e nell'organizzazione delle attività di prevenzione.
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